Dal nostro ultimo volo sono trascorsi più di due anni. Nel mentre è arrivata lei, Lucrezia, il nostro uragano. Ha portato tanta gioia ma a noi, poveri genitori ha portato via anche tanta energia!
Sono stati due anni intensi. Inizialmente, quando ci dicevano che con due figli sarebbe cambiato tutto non ci credevamo fino in fondo. E per il primo anno di vita di Lucrezia l’organizzazione di casa è rimasta la stessa.
Poi però la piccola ha iniziato il nido e il grande la scuola elementare. Per noi genitori sono iniziate le sfide quelle grandi. Quelle che ti portano ad arrivare al fine settimana che quasi non sei riuscito a rivolgerti parola. Quelle che mettono a dura prova la pazienza, la forza. Quelle che ti fanno preoccupare e non ti lasciano dormire. E in questi mesi non abbiamo avuto nemmeno il tempo di pensare a dedicarci un viaggio. Poi abbiamo preso coraggio e ci siamo detti: è ora di ricominciare a volare. Ne avevamo bisogno. Anche Filippo aveva bisogno di riprovare quella sensazione meravigliosa che si vive solo quando arrivi all’aeroporto.
La nostra meta è stata Valencia. Una destinazione che non è mai stata all’interno della mia wish list ma che ha talmente tante esperienze da offrire ai bambini che nessun’altra città europea può competere con lei. In più, partendo a gennaio, anche il clima ha giocato a suo favore.
Ora voglio raccontarti qual è stato il nostro itinerario e lascerò alla fine le mie considerazioni e impressioni. Abbiamo creato un programma giornaliero molto semplice e flessibile, perché sapevamo che con i piccoli non ci saremmo mai potuti permettere chissà quali attività. Abbiamo preso questi giorni come un momento per noi, per stare insieme, scoprire la cultura di questa città e curiosare tra le sue strade.
Siamo partiti da Roma Fiumicino il mercoledì alle 15.40 e Siamo atterrati a Valencia dopo circa due ore. Per alloggiare, abbiamo scelto un appartamento su Airbnb a un costo davvero vantaggioso, 65euro a notte. Scoprire la nostra base durante i nostri viaggi è una delle cose che ci diverte più fare! Filippo era davvero elettrizzato. Abbiamo raggiunto la nostra casa utilizzando la metro e il bus.
Non abbiamo acquistato un card per i trasporti perché Valencia si gira molto bene a piedi. Solo ogni tanto abbiamo preso il bus pagando direttamente con google pay dal telefono al costo di 2euro a corsa, i bambini non pagano. L’appartamento dove abbiamo pernottato era piuttosto centrale e dotato di tutto l’essenziale, molto pulito e comodo.
Arrivando intorno alle 18.30 a destinazione, la nostra serata è stata molto tranquilla. Ci siamo fatti una doccia, ordinato dei panini con hamburger e siamo andati presto a nanna.
Primo giorno – Oceanographic e visita del centro storico
Il nostro primo vero giorno a Valencia siamo usciti di casa intorno alle 9.00, abbiamo fatto colazione in una caffetteria vicino al nostro alloggio e poi abbiamo preso il bus per raggiungere l’Oceanographic, l’acquario più grande d’Europa. Si trova nella zona chiamata “città delle arti e della scienza”, un’area meravigliosa con edifici futuristici che al loro interno ospitano il museo della scienza, l’Hemisferic (un cinema IMAX), l’Umbracle e altre sale multifunzionali.
Per visitare l’acquario non abbiamo acquistato i biglietti online, ma in alta stagione ti consiglio assolutamente di farlo. Il parco è meraviglioso, l’ingresso costa molto ma vale assolutamente il prezzo del biglietto. Abbiamo ammirato così tante specie di animali marini che ne siamo rimasti tutti e quattro estasiati. Saremmo voluti rimanere tutto il pomeriggio. Siamo usciti dall’acquario intorno alle 14.00 e siamo andati a pranzo in una cascina lì vicina, l’Alqueria del Pou. Questo è stato il ristorante migliore di tutta la permanenza. Un posto grande, davvero caratteristico, che pur essendo in città, ti proietta all’interno delle campagne spagnole. Abbiamo pranzato in veranda, mangiando dell’ottima paella valenciana, patatas bravas e per finire una cheesecake al pistacchio con gelato al limone che era la fine del mondo.
Intorno alle 16.30 siamo usciti e ci siamo diretti in centro per visitare la Plaza del Ayuntamiento, poi la Plaza de la Virgen e fare merenda presso l’Horchateria de Santa Catalina, provando i loro celebri churros e cioccolata calda. Avevamo fame? No. Ma erano troppo pochi i giorni a disposizione per riuscire a mangiare tutto quello che ci eravamo prefissati. 😀 In serata siamo tornati alla nostra casetta, dove ho preparato un po’ di pasta al pomodoro per i piccoli. Doccia veloce e visione della versione spagnola di “Primo appuntamento”. Grasse risate.
Secondo giorno – Giardino del Turia, Parco Gulliver, Lonja de la Seda
Nel nostro secondo giorno a Valencia, abbiamo preso la colazione in una panetteria vicino casa. L’idea era quella di noleggiare le bici, percorrere i Giardini del Turia arrivando fino al Parco per bambini che ha la forma del gigante Gulliver.
Abbiamo individuato un noleggio bici che si è rivelato poi chiuso per ferie, abbiamo percorso altri 400 metri per raggiungerne un altro. Quel giorno tirava un vento fortissimo e Lucrezia non ne voleva sapere di sedersi sul passeggino. Filippo invece fremeva all’idea di pedalare una bici tutta per sé. Bene, arrivati al noleggio, il povero ragazzo ha perso una ventina di minuti con noi per spiegarci come utilizzare le bici, come fare con i lucchetti, ci ha fatto misurare i caschi. Dopo tutta questa preparazione, pronti, partenza e niente via. Lucrezia proprio non ne voleva sapere nemmeno di sedersi sul seggiolino e Filippo non riusciva a pedalare la bici che per lui era troppo grande.
Questo per dirti che non tutto scorre liscio durante un viaggio con due bambini, anzi! C’è sempre l’imprevisto dietro l’angolo! L’importante è non scoraggiarsi e mantenere i nervi saldi. In quell’occasione mio marito ed io ci siamo guardati, abbiamo fatto un bel respiro e abbiamo riportato le bici al noleggio, scusandoci per aver fatto loro perdere così tanto tempo. Il titolare è stato davvero comprensivo e paziente, ci ha ridato tutti i soldi indietro, nonostante avessi insistito per pagare almeno qualcosa.
Il piano B è stato percorrere il giardino a piedi e fare colazione al parco Gulliver, baciati dai raggi del sole. Ci siamo divertiti tantissimo tutti e tre (la piccola ne ha approfittato per un sonnellino).
A pranzo la nostra scelta è ricaduta su Fum de Llum, un ristorante molto apprezzato anche dalla gente del posto. Abbiamo mangiato bene anche qui, solo che il locale essendo molto intimo, con luci soffuse, tavolini piccoli, poco spazio, mi ha fatto sentire un po’ a disagio. Sono stata sempre con il timore di disturbare con i bambini a pranzo. Anche se poi sono stati piuttosto bravi.
Nel pomeriggio abbiamo visitato la Loggia della Seta, un sito patrimonio Unesco, che ricorda la grande ricchezza di Valencia nel XV secolo. Si tratta di un edificio in stile gotico, che ospita varie sale che all’epoca venivano utilizzate per scopi diversi. La più celebre è la sala della contrattazione, il luogo in cui si negoziavano gli accordi commerciali. Molto bello anche il cortile, pieno di alberi di arancio, piante che in realtà sono una caratteristica di tutta la città. Se ne incontrano in ogni strada o piazza. Ed è proprio con le arance che viene prodotta la famosa agua de Valencia, una bevanda a base di succo d’arancia, spumante cava, gin e vodka. Non proprio “acqua” diciamo!
Per terminare il nostro pomeriggio, abbiamo fatto merenda da DDL Boutique, una pasticceria che offre una infinita varietà di dolci e pasticcini.
Al nostro rientro, minestrina per i bimbi e croquetas de jamòn portate da glovo per noi!
Terzo giorno – Mercato centrale, giornata libera
Il nostro terzo giorno a Valencia era anche il giorno del mio compleanno. L’idea era quella di visitare il Bioparco ma il meteo non era proprio dalla nostra. Il freddo e le forte raffiche di vento ci hanno costretti a cambiare programma, con l’idea di tornare in futuro in questa favolosa città. Siamo andati quindi a visitare subito il mercato centrale di Valencia, dove abbiamo acquistato le noccioline ricoperte di sale che ci avevano fatto conoscere nel primo pranzo in città. Abbiamo anche provato delle favolose empanadas e il rinomato Jamon iberico. Luca non lo aveva mai assaggiato e moriva dalla curiosità. Per me invece non era la prima volta e in realtà non sono mai stata molto appassionata. Sarà che siamo umbri e i prosciutti della nostra terra per me non si battono! Non ancora sazi abbiamo mangiato anche della frutta fresca.
Dopo questo giro gastronomico siamo stati costretti ad andare alla ricerca del negozio Zara per acquistare un giaccone più pesante a Fili. Per ripararci dal vento gelido abbiamo fatto un giro anche dentro il centro commerciale El corte inglés, ma ci siamo stufati molto presto. A pranzo abbiamo scelto una steakhouse per mangiare della carne, ma in realtà questa volta si è rivelata una pessima scelta. Un pranzo che abbiamo fatto fatica a terminare. Eppure il posto aveva ottime recensioni. Abbiamo anche reclamato al momento di pagare perché le pietanze sono arrivate tutte completamente fredde.
Nel pomeriggio abbiamo accontentato Filippo che voleva tanto tornare al Parco Gulliver e poi siamo andati a visitare meglio la città delle Arti e della Scienza. Abbiamo valutato anche l’idea di visitare il museo della scienza ma, a dir la verità, ne abbiamo visitati molti e più o meno gli esperimenti sono sempre gli stessi. Per cui, dopo una bella passeggiata e qualche foto siamo tornati in centro. Abbiamo provato a entrare nella cattedrale di Valencia ma c’era una coda lunghissima, abbiamo quindi rimandato la visita all’indomani mattina, prima del nostro rientro in Italia.
Una volta tornati all’alloggio, per festeggiare il mio compleanno abbiamo ordinato la pizza e una deliziosa cheesecake al passion fruit.
Quarto giorno – Visita alla cattedrale di Valencia e rientro
La mattina della nostra partenza abbiamo lasciato l’unico trolley in nostro possesso in un deposito bagagli in centro e ci siamo diretti presto a visitare la Cattedrale di Valencia, che al suo interno ospita nientepopodimeno che il Santo Graal. Sarà che gli edifici in stile gotico sono quelli che preferisco, ma questa chiesa mi è piaciuta moltissimo. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo per salire in cima al campanile perché era ora di dirigerci all’aeroporto.
Considerazioni personali
Questo viaggio è stato tanto desiderato, quanto inaspettato. Valencia, città che ho snobbato per moltissimi anni, si è rivelata una città incredibile: bellissima, piena di vita, ricca di storia, ma anche proiettata al futuro, molto meno turistica di altre destinazioni che a volte vengono ridicolizzate dalla infinita quantità di esperienze acchiappa-turisti che poco hanno a che fare con la cultura del luogo. Le persone qui sembrano tutte felici, sono tutti molto ben predisposti verso il prossimo. I valenciani fanno jogging a tutte le ore, e fanno anche aperitivo a tutte le ore. Sono delle forze della natura. Diciamo che dall’essere esclusa dalla mia wish list delle destinazioni da visitare, Valencia è diventata una di quei pochissimi posti dove tornerei anche più di una volta. Anzi: Luca ed io ci siamo detti che se un giorno mai dovessimo andare in pensione, quasi quasi potrebbe diventare la città della nostra vecchiaia.
Prepara le valigie e corri a visitarla anche tu!
